I giochi tradizionali a Villafranca Sicula erano interessanti, perché richiedevano particolari abilità motorie.
Uno tra i giochi più curiosi era: "Petrallà".
Il gioco si faceva con cinque pietre di forma rotonda e regolare non molto grandi. Era un gioco che richiedeva una forte capacità di coordinamento oculo-manuale. Illustriamo le varie sequenze.
Si lanciavano per terra le cinque pietre. Poi si riprendevano una alla volta, mentre si lanciava contemporaneamente una pietra in alto. Si doveva prendere velocemente la pietra posata per terra prima che quella lanciata, in alto, ritornasse nella stessa mano.
Poi allo stesso modo si cercavano di prendere le pietre a due a due. Il gioco continuava prima con tre e poi con quattro pietre.
Infine, le fasi del gioco si invertivano. Si tenevano le cinque pietre in mano e si lanciavano una alla volta. Vinceva la partita chi eseguiva tutte le sequenze senza errori.
Questo gioco si faceva con due bastoncini di legno, uno più lungo e uno più corto. Quest'ultimo era appuntito da tutte e due le parti. Il gioco si svolgeva all'aperto.
Un bambino si metteva vicino ad un muro e lanciava il bastoncino piccolo con un colpo dato dal bastoncino più lungo; un altro bambino andava a prendere il bastoncino più corto e lo rilanciava verso il muro, tirandolo con la mano. Se riusciva a toccare il muro vinceva.
Se non lo raggiungeva e la distanza dal muro era superiore alla lunghezza del bastone lungo, più tre volte il bastoncino piccolo, aveva diritto a tenere in mano il gioco, altrimenti doveva passarlo al compagno.
Un altro gioco curioso era quello dei bottoni. I bambini prendevano i bottoni dai vestiti vecchi e facevano fìnta che fossero soldi.
Per terra disegnavano un quadrato, che dividevano in quattro parti. Poi da una distanza prestabilita lanciavano i bottoni.
Chi riusciva a fare entrare in uno dei quattro quadrati il proprio bottone, si prendeva i bottoni degli altri.
Se invece il bottone, non entrava, il concorrente aveva la possibilità di effettuare uno "zicchittuni" cioè un abile colpo di pollice ed indice, che spingeva il bottone dentro uno dei quadrati.
Se non vi riusciva, il gioco passava all'altro compagno













