Un anno di corsa

 

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Chiunque abbia temuto per il proprio presente o per il proprio futuro, chiunque si sia svegliato nel cuore della notte per la paura di perdere il proprio miserabile lavoro, chiunque abbia sofferto di allucinazioni nella sala d'attesa di un’agenzia di lavoro interinale (vale a dire: proprio chiunque) potrà riconoscersi nel disperato, esagitato, ridicolo, perdente – e, tuttavia, misteriosamente irriducibile  protagonista di questa storia.

Quest’uomo è un siciliano, vive al Nord, condivide un appartamento di 32 metri quadri con un coetaneo leghista; è laureato in lettere con 110 e lode, possiede una Cinquecento arrugginita con il clacson che suona ogni qualvolta si sterza a sinistra, e soffre di una quantità di mali perlopiù immaginari. Tanto il coinquilino appare seraficamente ammanicato e capace di galleggiare senza difficoltà, tanto il nostro uomo vive spaesato e insieme consumato dall’immane compito: trovare lavoro. Corre di qua e di là, e che lavori trova? Distributore di volantini pubblicitari, cameriere in un ristorante da matrimoni, procacciatore di clienti per un mobilificio, venditore porta a porta di aspirapolveri ad acqua, addetto allo strangolamento dei polli in una polleria...

Il fallimento rende il nostro uomo astioso, polemico, intrattabile, francamente paranoico: ha le visioni, teme che il soffitto della cucina in cui è ridotto a dormire si abbassi a soffocarlo, tiene sempre le mani in tasca per paura che gli si stacchino dal corpo e si trasformino in meduse o in pappagalli.

Un anno di corsa è il tragicomico rendiconto di come il precariato, l’incertezza del futuro, l’impossibilità di lavorare con soddisfazione, trasformino il corpo e la psiche delle persone.

La copertina del libro


Giovanni Accardo è nato a Partanna (TP) nel 1962, ma è cresciuto a Villafranca Sicula, dove ha abitato fino al 1980. Si è laureato in Lettere all’Università di Padova e ora vive a Bolzano, dove insegna materie letterarie al Liceo pedagogico-artistico. A Bolzano ha fatto parte della redazione del mensile bilingue “BZ1999” e dal 2000 al 2004 è stato presidente dell’omonima associazione culturale, con cui ha organizzato numerose manifestazioni culturali. È stato tra gli animatori della Fondazione intestata ad Alexander Langer, uno dei più importanti pacifisti ed ecologisti europei, vicepresidente del Parlamento europeo, morto suicida nel 1995.

Prof. Giovanni Accardo

Ha partecipato all’organizzazione di alcune edizioni del Festival internazionale “Euromediterranea”, nato per promuovere la pacifica convivenza tra i popoli e la difesa dell’ambiente. A partire dal 2001, presso l’Università Popolare delle Alpi Dolomitiche di Bolzano (www.upad.it), ha organizzato corsi e laboratori di scrittura, dando vita, nell’ottobre del 2005, insieme alla scrittrice Antonella Cilento, alla Scuola di scrittura creativa Le Scimmie (http://www.upad.it/scritturacreativa), di cui è il tutor ed uno dei docenti. Suoi racconti e saggi critici sono stati pubblicati su riviste e antologie (Studi Novecenteschi, Fata Morgana, Tempo Presente, Forum Italicum). Il 26 gennaio è uscito il suo romanzo d’esordio, Un anno di corsa, per l’editore Sironi, nella collana diretta dallo scrittore Giulio Mozzi.


Archivio Recensioni di "Un anno di corsa"

Articoli

Cronaca di una discesa agli inferi della precarietà, Il Manifesto, 11.02.2006

Vivere da precario in lotta con il tempo, Corriere Alto Adige, 04.02.2006

Il libro dell'incertezza, Alto Adige, 27.01.2006

Accardo, vite di corsa e a contratto, Il Mattino, 24.01.2006

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