Aggiornamenti del Romanzo

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Il 26 gennaio è uscito Un anno di corsa, il romanzo d’esordio di Giovanni Accardo, pubblicato dall’editore Sironi di Milano, nella collana "Indicativo Presente" diretta dallo scrittore Giulio Mozzi, considerato il talent-scout della narrativa italiana. Del libro si sono occupati i principali quotidiani, settimanali e riviste specializzate, ma anche la radio, sia la RAI che importanti radio libere in tutta Italia.

Il romanzo ha già vinto un premio, il Premio Minerva "Letteratura dell’impegno", ed è stato selezionato per altri due premi: il Premio Mondello opera prima, che sarà assegnato in autunno a Palermo, e per il Premio Rhegium Julii opera prima, che sarà assegnato il 29 agosto a Reggio Calabria.

Qui di seguito elenchiamo una selezione della rassegna stampa e pubblichiamo le motivazioni con cui la giuria ha scelto il libro per il Premio Minerva.

Rassegna stampa

"Un romanzo ragionativo, vittorinanio per tanti aspetti, un romanzo di de-formazione, scritto con una lingua fluida e inarrestabile, con una voce politica e esortativa che passa veloce per le periferie dell’anima."

Antonella Cilento, Il Mattino di Napoli, 24-01-2006

"Una vita agra ai tempi del lavoro interinale, dei co.co.co e dei contratti a finto progetto, un mondo spesso ignorato nelle politiche sindacali e nei programmi dei partiti che la chiamano flessibilità."

Augusto Golin, Alto Adige, 27-01-2206

"La scrittura precisa e tagliente di Accardo vale più di decine di saggi socio-psicologici per documentare i malesseri che affliggono l’accidentata contemporaneità dell’uomo flessibile."

Arturo Zilli, Corriere dell’Alto Adige, 04-02-2006

"Il diario di un giovane neolaureato alla ricerca di un lavoro. Tra arbitrio e insulti razzisti."

Benedetto Vecchi, Il Manifesto, 11-02-2006

"Un anno di corsa diventa non solo un racconto amaro (e divertente), ma anche il documento, la testimonianza, di come e quanto stia cambiando l’Italia. E noi con lei."

Pietro Spirito, Il Piccolo, 14-02-2006

"La forza della scrittura ci permette di capire meglio la condizione di precarietà e di incertezza delle nuove generazioni, ma ancora di più ci permette di sentire il loro senso di sconfitta."

L’Arcilettore, 20-02-2006 (www.arcilettore.it)

"La storia di un ragazzo si fa manifesto vibrante dei problemi più scottanti di una generazione"

Giulia Iannucci, Corriere dell’Università e del Lavoro, 22-02-2006

"Giovanni Accardo con Un anno di corsa ha dato forma al romanzo dell’alienazione e dell’ossessione del lavoro. Della nevrosi dei giovani d’oggi, costretti a fare i conti con la precarietà dell’impiego, con salari da fame, con impieghi improbabili, col linguaggio mistificatorio dei selezionatori e dei formatori aziendali."

Salvatore Ferlita, La Repubblica–Palermo, 01-03-2006

"Questo romanzo è la cronaca di un peregrinare eterno nel dantesco labirinto del precariato, un massacrante percorso di immolazione nel quale innumerevoli studenti e disoccupati sapranno facilmente identificarsi."

Matteo B. Bianchi, Linus, marzo 2006

"Egli affronta la sua quotidiana catastrofe (in cui più d’uno potrebbe almeno parzialmente riconoscersi) con un piglio autoironico e il puntiglio di chi non vuol darla vinta."

Sergio Frigo, Il Gazzettino, 26-03-2006

"Lo stato forzoso di sospensione in cui vive un'intera gioventù con Un anno di corsa diviene letteratura. Accardo, infatti, non fa sociologia. Racconta pagina dopo pagina, senza fermarsi mai, come il protagonista che non smette di provare a trovare la propria casella di contributo attivo al farsi della società.

Enzo Verrengia, Conquiste del lavoro, 01.04.2006

"Storie vere, storie difficili, storie obbligatoriamente picaresche sull’arte di arrangiarsi in una società che ti fa credere onnipotente finché non esci da un’inutile scuola e che poi ti lascia nella merda."

Goffredo Fofi, Internazionale, 21.04.2006

"Il romanzo è scritto con un linguaggio scorrevole che rende bene il mondo interiore del protagonista."

Annamaria Manna, Stilos, 25.04.2006

"È l’avventura del sopravvivere che fa scrivere a Giovanni Accardo (altro esordiente) il frenetico romanzo Un anno di corsa."

Piersandro Pallavicini, La Stampa-Speciale Fiera del libro, 29.04.2006

"Un mondo nettamente diviso in due: da una parte chi ha il potere, dall’altra chi arranca e si perde."

Sergio Rotino, Fernandel, aprile-giugno 2006

"Un romanzo amaro, con una scrittura precisa e tagliente, sulle mille difficoltà che deve superare un ragazzo laureato per trovare un lavoro qualificato e dignitoso."

Valentina Sostegni, Cuneo Sette, 16-05-2006

"Il precariato lavorativo coinvolge un numero sempre crescente di giovani e meno giovani. Se ne parla nei salotti televisivi, nei programmi radiofonici e nei giornali. Il tema traina. Non c’è da stupirsi quindi se oggi spuntano come funghi libri sul tema. Tra i tanti spicca Un anno di corsa..."

Nicole Cavazzuti, Affari Italiani (http://canali.libero.it/affaritaliani/coffeebreak), 22-05-2006

"Rientrare a casa, alle origini. Accade anche nel buon romanzo di Giovanni Accardo..."

Giovanni Pacchiano, Il Sole-24 Ore, 28-05-2006

"Cominciano ad arrivare i riconoscimenti per Un anno di corsa, il romanzo dello scrittore bolzanino Giovanni Accardo che sta riscuotendo un meritato successo in tutta Italia."

Arturo Zilli, Corriere dell’Alto Adige, 15-06-2006

Segnalazioni su Venerdì di Repubblica del 17.03.2006 e Cosmopolitan di maggio.

Alla radio

Intervista a Zeppelin (RAI Radio2/Trentino Alto Adige, 02-02-2006); libro del giorno a Fahrenheit (RAI Radio3, 09-02-2006); presentazione a Dispenser (RAI Radio2, 17-04-2006) e poi interviste a Radio Lombardia, NBC Rete-Regione, Radio24, Play Radio, Circuito Marconi, Radio Time (Palermo), Radio Città del Capo (Bologna), Radio Capodistria, GVRadio in Blu (Venezia).

Premio Minerva "Letteratura dell’impegno"

Giugliano in Campania (NA) 28.06.2006

La giuria tecnica presieduta da Generoso Picone (giornalista e critico letterario) e composta da Francesco Costa (scrittore e sceneggiatore), Diego De Silva (scrittore e sceneggiatore), Antonio Pascale (scrittore), Francesco Piccolo (scrittore e sceneggiatore), Domenico Starnone (scrittore e sceneggiatore), ha premiato come finalista il romanzo di Giovanni Accardo, Un anno di corsa (Sironi) con la seguente motivazione:

"Tra i numerosi testi narrativi che in questa stagione letteraria hanno voluto – e vogliono ancora – indagare il tema della precarietà del lavoro, della sua affannata ricerca, dell’evanescenza della sua conquista, il romanzo di Giovanni Accardo – un esordio, e ciò valga a sovrappiù – assume una rilevanza importante che lo rende una sorta di capofila, di libro-manifesto che finisce per avvolgere tutti gli altri. Non soltanto per la capacità di disegnare il percorso lungo di un’esperienza in uno scenario geografico e sociale – dalla Sicilia al Nord-Est, passando per Torino e Milano – che racchiude il senso paradossale e contraddittorio dell’Italia di oggi, ma anche per il tono e la qualità della scrittura di Accardo, tragicomica e visionaria, che ben rende una vicenda tanto ordinaria da sembrare irreale. Attraverso le peripezie di un trentenne siciliano immigrato al Nord alla ricerca di un lavoro che gli consenta di mettere un punto fermo nella vita, Un anno di corsa costruisce una apologia del fallimento agli inizi degli anni Duemila. Il protagonista del romanzo di Accardo ha velleità artistiche e sonda l’industria culturale per chiedere accesso ma scopre che le case editrici vogliono soltanto esecutori di ordini senza coscienza e spirito critico. Fa il distributore di volantini pubblicitari, il cameriere in un ristorante per matrimoni, il procuratore di clienti per un mobilificio, il venditore porta a porta di aspirapolveri ad acqua, il giustiziere di polli in una polleria: si misura con ogni possibilità che gli viene offerta, conosce il cinismo che regola i rapporti e subisce l’implacabilità delle leggi del mercato. Finisce per farsene una malattia, per subire sul suo corpo e nella sua mente gli effetti degli insuccessi, per sprofondare in una forma di paranoia acuta che lo trasforma in una persona da mettere ai margini. Sceglierà di andare via, verso un altrove che però non conosce, che forse non c’è, che non appartiene alla realtà di oggi. "Non era di giorni nuovi che avevo bisogno, ma di giorni in cui finalmente ci sarebbe stata una corrispondenza certa tra i nomi e le cose", è la sua riflessione. E si comprende così che l’inadeguatezza, in fondo, non sia quella di sé di fronte al mondo ma del mondo stesso di fronte a domande giuste e legittime, rispetto a principii etici che sembrano appartenere all’archeologia della storia."

Il romanzo è stato selezionato insieme al libro di Bruno Arpaia, Il passato davanti a noi (Guanda) e al reportage di Angelo Ferracuti, Le risorse umane (Feltrinelli).

 

Premio Minerva [da sinistra Angelo Ferracuti, Bruno Arpaia, Giovanni Accardo]

Premio Minerva [con la scrittrice Antonella Cilento]

 

Aggiornamento Un Anno Di Corsa